COMUNICATO STAMPA
GAY PRIDE DI ROMA: LIMITARE LE OFFESE E TUTTO CIO' CHE E' BLASFEMO
Il Presidente dei Papaboys: Bene il Sindaco Alemanno. Era l'ora!
"Nella libertà della diversità è necessario richiedere, ed a voce alta, massimo rispetto per la religione, per i credenti tutti, e condannare tutto ciò che è blasfemia ed attentato al sacro." – Questa la dichiarazione di Daniele Venturi – Presidente dell'Associazione Nazionale Papaboys - che si dice - scandalizzato per l'immoralità, soprattutto nel manifestare contro ciò che è sacro, che ogni edizione del Gay Pride evidenzia per le strade delle città che vedono questo tipo di incontri."
'Non è detto che si debba stare zitti – continua Venturi – ogni volta che si attenta alla religione, recando gravi offese a chi ha nel proprio dna la tradizione cristiana. Ben vengano le parole del neo Sindaco Alemanno, (era l'ora! ndr) che vanno finalmente a 'spezzare' le catene di concupiscenza ed appoggio incondizionato delle precedenti amministrazioni comunali.
'Agli appartenenti al mondo omosessuale – continua la nota dei Papaboys - vogliamo ricordare le parole della Dottrina Sociale della Chiesa, che non condanna – come tanti media vorrebbero far passare – ma richiama ad una vita sessuale lineare e sobria, non portando in piazza quelle diversità che per prime incalzano l'uomo verso l'immoralità. 'Il primo punto che la Chiesa tende a sottolineare è che la Chiesa si rifiuta di considerare la persona a partire solo dal suo orientamento sessuale. Per la chiesa non c'è l'eterosessuale o l'omosessuale, ma c'è una persona che è figlia di Dio, che è depositaria di un dono di grazia, che ha i suoi talenti e ha le sue ferite, che vanno riconosciute, confessate e affidate a Dio. La Chiesa invita i fedeli a distinguere tra l'orientamento, l'inclinazione, la tendenza omosessuale e gli atti.
Per approfondimenti:
http://www.papaboys.it/missione/read_riflessioni.asp?id=2
Ancora divieto di Pride a Mosca
Il sindaco di Mosca Yuri Lushkov ha ancora una volta proibito lo svolgimento del Gay Pride. La manifestazione dovrebbe svolgersi il 31 maggio, insieme ad un convegno sui diritti civili in occasione del 15° anniversario della de-criminalizzazione dell'omosessualità in Russia. Il portavoce del sindaco Segeri Tsoi ha detto: "Il consiglio municipale agirà con decisione e senza compromessi per prevenire i tentativi di tenere questi eventi, poiché la società a grande maggioranza si oppone allo stile di vita e alla filosofia gay". Ha aggiunto che ci sono anche minacce di violenze da parte di gruppi ultranazionalisti e religiosi: "Potrebbe scorrere il sangue e nessuno vuole questo". Il portavoce degli organizzatori del Gay Pride, Nikolay Alexeyev, ha replicato: "Non è una questione di sicurezza, è solo una questione di odio personale del sindaco di Mosca contro le persone lgbt". Lo scorso anno, dopo il divieto del sindaco, il movimento per i diritti civili russo, sostenuto da alcuni parlamentari europei, tentò di manifestare e la polizia arrestò venti persone. Il "caso Russia" è attualmente di fronte al tribunale europeo per i diritti umani.
Solita omofobia ... a altro ...
La congregazione generale dei gesuiti (217 delegati ) ha eletto il nuovo "superiore": Adolfo Nicolas, spagnolo di 72 anni. Alla vigilia dell'elezione, in una lettera inviata lo scorso 10 gennaio, Ratzinger aveva chiesto alla congregazione di riaffermare con la sua scelta, ''nello spirito di sant'Ignazio, la propria totale adesione alla dottrina cattolica, in particolare su punti nevralgici oggi fortemente attaccati dalla cultura secolare''. E aveva indicato temi precisi: ''Rapporto fra Cristo e le religioni, taluni aspetti della teologia della liberazione e vari punti della morale sessuale, soprattutto per quel che riguarda l'indissolubilita' del matrimonio e la pastorale delle persone omosessuali''. Il richiamo alla pastorale di condanna dell'omosessualità era chiaro. Nicolas, succeduto al dimissionario Peter-Hans Kolvenbach, ne sembra un solido garante. I gesuiti, con quasi 20mila sacerdoti, sono il piùnumeroso ordine religioso cattolico del mondo. Di Nicolas viene sottolineato che è un sostenitore della "inculturazione", cioè della capacità della Chiesa di saper immergere la propria dottrina nella cultura dei Paesi dove si impianta. A proposito dei gesuiti, vale la pena di ricordare che nel novembre 2007 la Compagnia di Gesù ha dovuto pagare 50 milioni di dollari per risarcire 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da religiosi gesuiti quando erano bambini o adolescenti, tra il 1961 e il 1987.Per tre decenni in 15 minuscoli villaggi, tra i più isolati e remoti al mondo, abitati dagli Yupik, che insieme agli Inuit formano il popolo eschimese, si sono ripetute violenze e abusi da parte di una decina di preti e da tre missionari della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola. Da quattro anni erano cominciate le denunce, ma prima del processo si è arrivati ad un'offerta di risarcimento che ha evitato il dibattito in tribunale. Secondo l'avvocato degli eschimesi, Ken Roosa, si tratta di una cifra record per un ordine religioso; grazie all'accordo extragiudiziale ogni vittima ha ricevuto oltre mezzo milione di dollari; in cambio, nessuno dei gesuiti è stato incriminato e non è stata richiesta alcuna ammissione di colpevolezza. La Compagnia di Gesù, attraverso il padre provinciale dell'Oregon, John
Whitney, responsabile per l'Alaska, ha mostrato fastidio per la pubblicità data all'accordo e ha negato che i gesuiti abbiano inviato per anni "in esilio" in Alaska sacerdoti di cui conoscevano le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. A St. Michael, un'isoletta lunga 15 chilometri che si trova nel Norton Sound, la baia del mare di Bering "scoperta" dal capitano James Cook nel 1778, il diacono Joseph Lundowski (accusato da 34 persone) abusò di quasi tutti i bambini di Stebbins e St. Michael, due villaggi abitati da 150 famiglie. In questa causa, come nel caso di Los Angeles, i gesuiti avevano tenuto nascosto per anni lo scandalo, distruggendo documenti che dimostravano il comportamento dei religiosi. Tra i sacerdoti sotto accusa il reverendo James Poole, fondatore della radio cattolica del Nord dell'Alaska; secondo l'accusa i gesuiti sapevano fin dal 1960 che teneva "comportamenti sessuali inappropriati", ma anche quando lo richiamarono a Portland lasciarono che continuasse ad insegnare ai bambini. Nessuno aveva mai avuto il coraggio di denunciare finché non arrivò notizia dello scandalo che aveva investito la diocesi di Boston; allora a poco a poco emersero storie di disperazione, alcolismo e suicidi. L'avvocato delle vittime, Roosa, ha dichiarato: "In alcuni villaggi eschimesi è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato. Ma nessuno ha ammesso che i preti problematici venivano confinati in Alaska. Ora per i
nostri clienti questo accordo significa che le loro storie di abusi, sempre negate, sono finalmente riconosciute".
Perdita di un diritto mai acquisito.
Al dibattito sulle unioni civili tenuto oggi al consiglio comunale di Roma brillavano due visibili assenze: il sindaco Veltroni e la vicesindaco Maria Pia Garavaglia. In compenso c'erano molti cittadini, mentre il presidio all'esterno, "castigato" dal freddo e dalla pioggia, si era ridotto a qualche centinaio di persone. Il "pubblico" ha assistito allo scontro tra il consigliere di AN Alessandro Cochi e la capogruppo di Rifondazione, più volte interrotta fino alla sospensione della seduta, e alla ripresa della discussione sugli ordini del giorno. Infine la delibera che su proposta popolare (oltre 10.000 firme raccolte dal comitato promotore) proponeva di istituire il registro delle unioni civili al comune di Roma è stata bocciata. Hanno votato si' alla delibera solo 11 consiglieri: i 9 della Sinistra, Gianluca Quadrana (radicale), e il consigliere della Lista Civica Carlo Fayer. 44 i contrari; il PD ha votato per affossare la delibera insieme all'opposizione di centrodestra e all'Udeur. Dopo la votazione, le urla di "buffoni" e i fischi provenienti dal "pubblico" hanno provocato una nuova sospensione del consiglio. In seguito, è stata respinta anche la seconda delibera sull'istituzione che aveva come primo firmatario il radicale Massimiliano Iervolino, sostenuta dalla Sinistra. Ed è stato bocciato persino l'ordine del giorno presentato dal Pd, firmato dal capogruppo consiliare Pino Bataglia, che chiedeva al Parlamento di intervenire sul tema delle unioni civili; cioè l'escamotage previsto per rimandare il "problema". Questo documento, che per essere approvato avrebbe dovuto ottenere 29 voti favorevoli, ha avuto solo 24 si', 23 contrari e 9 astenuti. Giuliano Amato recentemente, a proposito della norma anti-omofobia, ha dichiarato che non si può appoggiare una legge che "fa diventare reato l'opinione del Vaticano". E, a quanto risulta chiaro dalla vicenda del registro delle unioni civili di Roma, Veltroni non può neanche scontentare il suo vicino di casa con un diritto elementare e innocuo, per di più "simbolico",che ha il solo torto di essere sgradito al papa-re.
"I papà non sono opzionali"
"La costituzione della Florida deve essere modificata per impedire il matrimonio delle coppie dello stesso sesso?"
E' questa la domanda alla quale dovranno rispondere gli elettori nel referendum del novembre 2008. L'organizzazione conservatrice Florida4Marriage, una coalizione guidata dall'avvocato John Stemberger, dopo averci provato per tre anni, è infatti riuscita a raccogliere 611.000 firme per imporre il referendum che, se otterrà il 60% di "si", cambierà la costituzione dello stato per istituzionalizzare la discriminazione. Stemberger ha condotto la campagna principalmente contro le unioni lesbiche, con lo slogan "i papà non sono opzionali". Se il referendum riuscirà a mettere il veto ai matrimoni lesbici e gay, la Florida diventerebbe il ventottesimo stato americano a vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso con un emendamento costituzionale.

LETTONIA:
IL CARDINALE CHIEDE AI POLITICI DI ELIMINARE I GAY DALLA VITA PUBBLICA
Giorgio Lazzarini
Gay.tv
Nonostante nella giornata di ieri la Lettonia, insieme all`Italia e alla Finlandia, siano state richiamate dalla Commissione Europea per insufficienti misure anti omofobia, il cardinale Pujats chiede di disapplicare le leggi europee "contro la morale".
Riga - Il cardinale cattolico della Lettonia Pujats ha chiesto pubblicamente ai partiti politici di fare una legge che vieti ai gay di essere eletti a cariche pubbliche. Mentre il paese si prepara ad eleggere un nuovo parlamento l'alto prelato nella sua lettera al paese chiede ai tre principali partiti politici di non mettere in lista nessun gay e di non nominare alcun omosessuale a cariche non elettive: i party leaders devono "essere pronti a difendere la nazione contro l'invasione dell'omosessualità nella vita pubblica", secondo quanto riporta il Baltic News Service. Il cardinale continua inoltre dicendo che le leggi europee devono essere disapplicate se vanno contro la morale della nazione.
Tutti e tre i principali partiti hanno preso le distanze dalle posizioni del cardinale.

PHELPS è il coglione al centro, i due a lato sono attivisti gay.
Un tribunale americano ha condannato il predicatore omofobico Fred Phelps a pagare danni per 11 milioni di dollari al padre di un militare caduto in guerra in Iran. Il gruppo religioso guidato da Phelps, la Westboro Baptist Church, aveva picchettato i funerali del giovane, cosi' come vari altri, portanto cartelli di odio contro gay e lesbiche nei quali i fanatici ringraziavano il Signore per aver fatto morire i militari come segno della sua ira contro l'omosessualità. Il padre del marine, Albert Snyder, nel giugno 2006 lo aveva denunciato e adesso la giuria di Baltimora gli ha riconosciuto i danni per violazione della privacy e inflizione di stress emotivo. La comunità battista di Westboro ha circa 75 membri, in maggioranza parenti di Phelps. Sono stati già denunciati dalla governatrice del Kansas Kathleen Sebelius per le loro azioni di disturbo dei funerali di soldati uccisi in guerra oppure di gay assassinati, ma questa è la prima volta che vengono denunciati e condannati in un processo privato. Il Kansas, insieme ad altri sedici stati americani, ha approvato un decreto legge specifico che vieta a loro e ad altri fanatici religiosi di avvicinarsi a un funerale, prevedendo per i trasgressori forti multe e il carcere.
www.LINK>>>
Il parlamento inglese discute il bullismo omofobico
I parlamentari di tutti i partiti hanno contribuito al dibattito sul bullismo omofobico alla House of Commons. Il ministro dell'istruzione Kevin Brennan ha aperto il dibattito, sottolineando che le nuove linee-guida introdotto il mese scorso costituiscono una prova positiva dell'impegno del governo per tutelare i ragazzi gay, lesbiche e bisessuali nell'ambiente scolastico. Ha aggiunto che le molestie verbali razziste devono essere considerate altrettanto seriamente di quelle fisiche, ed ha concluso: "Sono veramente contento di confermare che l'atteggiamento che ha consentito nel passato l'introduzione della Clausola 28 ora è definitivamente superato dalla nostra politica, un fatto che è accolto con favore da entrambe le Camere". Il deputato Tory John Bercow ha apprezzato le istruzioni del governo sul bullismo omofobico, ma ha detto che esse sono particolarmente necessarie nelle scuole religiose. "Secondo le inchieste, il 41% dei ragazzi gay nelle scuole vengono picchiati, e almeno il 17% riceve minacce di morte". Il parlamentare liberale democratico Stephen Williams ha messo sotto accusa i messaggi diseducativi dei media, e in particolare della BBC, che "permette ai suoi principali disc jockey, ascoltati da moltissimi giovani, di usare la parola 'gay' in senso peggiorativo". Williams ha aggiunto: "Il bullismo omofobico è diverso da ogni altra forma di bullismo, perché mentre una persona viene molestata a causa della razza o della religione ha di solito un gruppo di pari a cui rivolgersi, una persona che viene molestata perchè è gay, o sospettato di esserlo anche se non lo è, di solito non ha un gruppo di pari nella scuola che la sostenga. In più a quell'età è probabile che non abbia una importante comunicazione di coming out con i suoi genitori. Il bullismo omofobico esercita coercizione su una parte integrante dell'identità di una persona giovane". La portavoce Tory per l'educazione, Angela Watkinson, ha parlato delle origini del bullismo: "Perchè i giovani esercitano il bullismo? Perchè lo fanno? E' un tema complesso, e le ragioni possibili sono molte. Possono essere infelici con se stessi, avere una auto-stima molto bassa, originata da scarsi risultati a scuola. Potrebbero essere loro stessi oggetto di molestie a casa, e imparare il bullismo come l'unico modo per avere potere e controllo sulla propria vita. C'è anche l'influenza dei video games, che sono tutti basati sulla violenza e sugli attacchi, e possono influenzare alcuni ragazzi ad esercitare questi atti di violenza su altri ragazzi a scuola". Per Watkinson l'unico modo per affrontare il problema è la cooperazione tra diversi gruppi: studenti, governanti, associazioni dei genitori, genitori singoli, insegnanti devono lavorare insieme, coinvolgendo anche le forze di polizia. "Il bullismo non è un problema che un unico gruppo può risolvere da solo. Il governo, naturalmente, ha il ruolo di legiferare, ma noi dobbiamo lavorare insieme per ridurre il bullismo". Alla fine del dibattito il ministro Brennan, rispondendo all'intervento di Williams riguardo alle scuole religiose, ha detto che tutte le scuole del paese sono tenute ad osservare le linee-guida del governo e che verranno attentamente monitorate, e invitate a sviluppare strategie anti-bullismo per un ambiente di studio e di lavoro sicuro.
Abusata e minacciata a scuola perché sua madre è lesbica

La figlia di 9 anni di Virginia Gaffey, una donna lesbica del Massachusetts, ha dovuto prima essere scortata a scuola da una guardia del corpo, e alla fine trasferita in un'altra scuola, a causa delle continue molestie da parte dei suoi compagni. Sua madre denuncia il fatto che la Milton Public School ha mancato di insegnare agli studenti la tolleranza verso la diversità. "Invece hanno insegnato a mia figlia il silenzio, mentre lei è orgogliosa di sua madre". La bambina aveva detto a scuola che sua madre è lesbica, e da allora erano cominciati abusi e minacce. Un "consigliere" della scuola, di fronte alle proteste di sua madre, le aveva detto che sua figlia doveva
essere più cauta nel parlare della sua situazione familiare. Nel Massachusetts è stato riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma, come afferma Jennifer Chrisler, direttrice esecutiva di "Family Equality Council", le scuole non hanno adeguato il loro insegnamento alla nuova legge dello stato. "Gli insegnanti dovrebbero avere un apposito training e l'argomento dovrebbe essere portato nelle discussioni collettive".

Le proteste di molte organizzazioni per i diritti lgbt, in Francia, hanno costretto l'impresario del cantante Admiral T a disdire il suo concerto a Rouen del 20 novembre prossimo. Alcune canzoni di Admiral T, infatti, sono violentemente omofobiche e i gay e le lesbiche presi di mira hanno deciso di ribellarsi non solo sabotando i concerti del cantante, ma anche denunciando chi li ospita. E a Rouen hanno vinto. Nel frattempo, l'associazione "Tjenbé Red" e numerose altre continuano a fare pressione sui proprietari delle sale da concerti e sui sindaci delle città dove il cantante si esibirà. Tra queste Parigi, dove Admiral T dovrebbe cantare il 2 e 3 novembre, al Bataclan.

La Commissione Internazionale per i Diritti Umani Gay e Lesbici denuncia che il governo americano ha finanziato la discriminazione contro le lesbiche e i gay in Uganda, con soldi provenienti dai fondi stanziati per la lotta all'Aids. I fondi occulti sono stati usati per sostenere organizzazioni omofobiche in tutto il mondo, sostiene la IGLHRC. In Uganda sono state"foraggiate" principalmente le organizzazioni religiose conservatrici che, nell'agosto scorso, hanno messo in atto una manifestazione contro la prima iniziativa pubblica del movimento per i diritti lgbt, una conferenza stampa in cui, coraggiosamente, alcuni suoi esponenti hanno parlato della tragica situazione nel paese degli omosessuali e delle lesbiche, che rischiano la prigione a vita. La Commissione ha indicato come il principale istigatore all'omofobia in Uganda il pastore Martin Ssempa, portavoce della Coalizione contro l'Omosessualità, che ha definito l'omosessualità "un atto criminale contro le leggi di natura" e ha detto che "non dovrebbero esserci diritti per gli omosessuali in questo paese". E proprio la chiesa cristiana di Makerere, guidata da Ssempa, ha ricevuto dal governo americano - come risulta anche dal sito dell'ambasciata Usa in Uganda - un finanziamento per un programma di prevenzione e cura dell'Aids in Africa. Altri fondi americani - sempre provenienti dall'Emergency Fund for AIDS Relief - sono stati assegnati al movimento musulmano Tabliqh, che ha formato "squadroni anti-gay" per combattere l'omosessualità in Uganda. I fondi stanziati dall'amministrazione Bush per la lotta all'Aids in Africa ammontano a 15 miliardi di dollari; e secondo la Commissione che ha indagato sulla loro utilizzazione, meno di un milione di dollari viene effettivamente utilizzato
per questo scopo.
La Polonia verrà esentata dal carattere obbligatorio della Crta dei diritti fondamentali, il testo che sostituirà la Costituzione Europea. Il governo conservatore ha ottenuto dai suoi 26 paesi partner che solo la parte "sociale" del testo, legata al diritto al lavoro, abbia un valore giuridico superiore al diritto polacco. Gli articoli che riguardano i diritti individuali e politici delle minoranze sessuali non saranno obbligatori. La presidenza portoghese dell'Unione Europea ha pubblicato la versione finale del testo, stabilendo: "La Carta non estende la facoltà della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (...) di valutare che le leggi, i regolamenti o le disposizioni, le praticyhe o le azioni amministrative della Polonia o del Regno Unito siano incompatibili con i diritti, le libertà e i principi fondamentali che essa riafferma". In altre parole, la Polonia ha ottenuto una deroga e non verrà obbligata ad applicare sul suo territorio la legge europea riguardante i diritti umani (amche gli inglesi godono di una deroga, ma per altri motivi). A questo grave scacco della difesa delle minoranze sessuali non è estranea la pressione del presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha sollecitato i suoi partner europei ad adottare il testo, forzandoli ad accettare le condizioni dell'attuale governo polacco. E questo malgrado il fatto che in Polonia siano previste elezioni anticipate il 21 ottobre prossimo, solo pochi giorni dopo l'adozione ufficiale della Carta (18 e 19 ottobre). Dopo quest'ultima data, per la prima volta sarà possibile far parte dell'Unione Europea senza riconoscere i diritti delle minoranze sessuali.
Riad, 4 ott. - (Aki) - E' di settemila frustate la pena che dovranno scontare due cittadini sauditi accusati di omosessualità. Lo scrive oggi il quotidiano locale 'Okaz', il quale precisa che gli uomini riceveranno le frustate in diversi 'round'. Stesso tipo di sentenza per un altro cittadino saudita condannato per uso di droga. Per lui la pena sarà però di 470 frustate. Nell'ultraconservatore paese del Golfo, il cui sistema giudiziario si basa sulla stretta applicazione della Sharia (legge islamica), l'omosessualita' è severamente proibita. La punizione per questo 'reato', così come per il travestimento da donna o per il coinvolgimento in attività che facciano presumere l'esistenza di una comunita' gay organizzata, varia dal carcere alla deportazione (per gli stranieri) e dalle frustate fino alla pena capitale. (Epr/AKI)
nuovo (ed ennesimo) caso di BULLISMO OMORAZZISTA
TORINO — «Se non lo ingoi sei una checca». Un ragazzino di 11 anni è stato minacciato dai suoi compagni di scuola e ha ingoiato un galleggiante da pesca finendo in ospedale, senza gravi conseguenze. Sull'episodio, accaduto in una scuola media del Canavese tre giorni fa, è stata aperta un'indagine interna. Lo studente è stato trasportato in ospedale ed è stato dimesso con sei giorni di prognosi e la prescrizione di un farmaco antiacido per alleviargli eventuali dolori di stomaco. Verrà comunque tenuto sotto controllo. Secondo quanto è stato riportato dalle pagine locali del quotidiano La Stampa, i genitori sostengono che il ragazzo sia stato sfidato dai compagni di scuola a ingoiare quell'oggetto per dimostrare di essere un uomo. Alcuni studenti riferiscono, invece, che si è trattato di un gioco, in cui il ragazzino avrebbe ingoiato per errore il galleggiante, senza che altri glielo avessero suggerito. Il deputato Sd Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay e promotore del Forum delle Libertà, commenta: «Occorre rapidamente approntare un piano di lotta all'omofobia in ambito scolastico».
---
La Stampa
Devi essere uomo! Questa l'intimazione perentoria rivolta a bambini ed adolescenti maschi, con parole ed atteggiamenti di diversa forma. All'altra metà del cielo giunge un invito altrettanto esclusivo, da realizzare cucendosi addosso gli stereotipi della femminilità. Una regola che si tramanda da tempi immemorabili e che sembra indiscutibile. Se qualcuno dà un minimo segno di inaffidabilità rispetto ai modelli proposti ecco pronta l'accusa: sei una checca, sei una lesbica!
Gioco di ruoli riproposto, con grettezza, nel nuovo caso di bullismo verificatosi a Rocca Canavese. A pochi chilometri da Torino, dove solo l'anno scorso si è celebrato un Pride gay, lesbico e transessuale che ha visto una partecipazione straordinariamente positiva della cittadinanza. Evidentemente però la tolleranza non basta a sconfiggere i fantasmi del pregiudizio e dell'omofobia. A primavera, in questa città, un sedicenne, Matteo, si è tolto la vita perché tartassato dai suoi compagni, che gli rimproveravano un'eccessiva effeminatezza. E questi episodi sono soltanto la
punta di un iceberg che emerge se ci sono esiti drammatici, ma testimoniano di una quotidianità fatta di soprusi e prepotenze. Un clima d'intolleranza costante, che molte pareti di edifici scolastici possono testimoniare.
Eppure anche tra le molte iniziative intraprese da ministero o enti scolastici sul bullismo non trova mai spazio la trattazione di queste forme di pregiudizio e discriminazione: la stessa parola «omosessualità» viene bandita, quasi che già a pronunciarla si commetta peccato. Il silenzio però è colpevole, perché significa accettazione dello stato di fatto, come se questi episodi fossero spiacevoli esagerazioni di dinamiche inevitabili. Certo, andranno rimproverati quei ragazzini che hanno fatto ingoiare un amo da pesca per dare prova di non essere un'orribile «checca» ad un undicenne. Ma quanto a mettere in discussione la diffusa cultura omofoba, del linguaggio e dei gesti, alla base dei loro comportamenti, questo no, sarebbe troppo! Peccato che senza questo percorso il resto sia vuota retorica.
Per questo, proprio qui a Torino, il Coordinamento glbt Pride ha avanzato una proposta raccolta da Melting Box, la Fiera dei diritti e delle pari opportunità, promossa dagli enti locali. Il 22 e 23 ottobre si terrà a Lingotto il convegno «Educare alla diversità», per raccogliere esperienze italiane ed europee che in campo educativo cercano di rompere il muro dell'omertà. Con la collaborazione delle associazioni gay, lesbiche e transessuali, dei genitori e delle famiglie,del Servizio Lgbt comunale che da anni lavora su questi temi, di insegnanti ed associazioni che condividono la necessità di condurre l'unica «battaglia» non cruenta e condivisibile: quella per superare pregiudizi che stanno alla base di discriminazioni inaccettabili. Per affermare che bambini e bambine, adolescenti e poi
adulti, hanno diritto di esprimere il proprio orientamento sessuale anche e prima di tutto in quello che dovrebbe essere il luogo per eccellenza dell'accoglienza: la scuola.
*Insegnante
Coordinamento Torino Pride
“Adesso andrò davanti a scuola a cercare tutti i colpevoli”
GIANNI GIACOMINO
ROCCA CANAVESE
Quello che mi delude e mi amareggia di più è che nessuno dei professori mi abbia chiamato per sapere come stava mio figlio». La mamma del ragazzo costretto a ingoiare un attrezzo da pesca è furiosa: «Bastava una telefonata, due o tre minuti. Invece niente, non si è fatto vivo un solo insegnante. Nemmeno i genitori dei ragazzi che hanno obbligato il mio ragazzo a trangugiare quel pezzo di plastica hanno pensato di informarsi sulle sue condizioni di salute. Io non pretendo delle scuse, ma solo un po' di educazione, di vivere civile. Solo la professoressa di italiano, la Gelmini, quella che era con me al pronto soccorso, mi ha chiamato per sapere come stava il bambino. Che schifo, è vergognoso!».
Non cerca di smussare le parole e non ha paura di offendere la madre della vittima di un grave episodio di bullismo nella scuola media di Rocca Canavese Angelo Roncalli. Suo figlio è stato costretto dai «più vecchi» ad ingoiare uno starlight, un cilindro di plastica fosforescente, che serve ai pescatori ad individuare al primo colpo d'occhio il galleggiante sul pelo dell'acqua. Roba da morire soffocati.
E’ sabato, la scuola Roncalli è chiusa e non c'è nessuno nemmeno alla direzione didattica che ha sede a Corio Canavese, il paese a qualche minuto di macchina da Rocca. I professori li cercava ieri mattina Giovanni Amico, il maresciallo dei carabinieri di Corio che tornerà domani mattina alla scuola di Rocca. «E io invece accompagnerò mio figlio, vado a cercare quei ragazzi che lo hanno costretto ad ingoiare il galleggiante e se li trovo faccio un casino che manco ve lo immaginate. Perché quelli devono essere sospesi, mi sembra chiaro», la mamma dell'undicenne che ieri, per fortuna, non ha accusato dei dolori addominali ed, entro domani, dovrebbe espellere insieme alle feci il corpo estraneo prima di esser sottoposto ad un intervento chirurgico. «Pensi che ho ricevuto una telefonata da un'altra mamma che mi rimproverava perché ho voluto che si sapesse la storia di mio
figlio. Mi diceva che potevo rischiare il posto di lavoro, se avevo riflettuto per far cambiare scuola al ragazzo. Ma stiamo scherzando?».
Vuole fare chiarezza Giovanni Lajolo, il sindaco di Rocca Canavese, uno che è abituato a non far tanti giri di parole. «Voglio incontrare il corpo docente e capire come mai succedono questi atti deplorevoli - tuona Lajolo -. I professori sono sempre pronti ad avanzare delle richieste e a lamentarsi e poi. Poi a momenti un bambino rischia di morire soffocato per un atto di bullismo. Queste cose non le tollero. Incontrerò gli insegnanti e la responsabile Adriana Veiluva, perché adesso mi sono stufato». La rabbia è il sentimento più diffuso per quanto avvenuto a Rocca Canavese. Rabbia per l’episodio, rabbia perché ancora una volta, come nel caso di Matteo il ragazzino suicidatosi alcuni mesi fa perché gli amici gli davano della checca, è stata tirata in ballo l’omosessualità come fosse il peggiore insulto possibile. La rabbia è condivisa dal senatore Franco Grillini: «Il ricordo va proprio a Matteo, il ragazzo di 16 anni di Torino che si è suicidato gettandosi dalla finestra perché i compagni lo prendevano pesantemente in giro per la sua presunta omosessualità - dice Grillini -. Che il bullismo sia un problema serio - sottolinea - è sotto gli occhi di tutti. Proprio per questo ho presentato un’interrogazione al ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, a cui però è stata data una risposta del tutto insoddisfacente. Occorre infatti rapidamente approntare un piano di lotta all’omofobia in ambito scolastico assieme alle organizzazioni omosessuali, capace di affermare una cultura della convivenza e dell’accettazione della diversità come normalità».
Gentilini incita allo stupro e all'omofobia
Da un recente discorso pubblico del prosindaco leghista di Treviso Giancarlo Gentilini: "A Gorgo al Monticano hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e di dietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella o a sua madre. E già che parliamo di culi, sia chiaro che anche i gay io non li voglio vedere per le strade».
LINK >>>
"E' una calamità di cui ci rendiamo perfettamente conto"
dalle ore 21:00 alle ore 22:00 su Radio Onda Rossa sugli 87.900 Mhz,
all'interno del Martedì femminista e Lesbico autogestito.
Se vuoi ascoltare in diretta la radio su Internet clicca qui:
http://www.ondarossa.info/playlist.pls
Se avete commenti, suggerimenti, iniziative da comunicare, poesie, racconti, contributi che volete siano letti in trasmissione e, soprattutto, se volete dirci cosa ne pensate della trasmissione, chiamateci in radio allo 06.491750 o inviateci un SMS al n. 338.4146682.
Oppure spediteci una mail all'indirizzo contatti@clrbp.it
Vi invitiamo a divulgare questa e-mail e vi aspettiamo in tante,
C.L.R. - Coordinamento Lesbiche Romane web-site: www.clrbp.it
La Lituania verso una legge anti-omosessualità

Nel parlamento lituano è in discussione una legge che potrebbe vietare la cosiddetta "propaganda" dei rapporti tra persone al di fuori del matrimonio omosessuale tra i minori. Questo concetto di "propaganda", secondo numerosi parlamentari - un sondaggio effettuato a febbraio ha rivelato che più della metà dei membri del parlamento lituano considerano l'omosessualità una "perversione" - non contraddice le leggi contro la discriminazione. Ann von Below, della Lega Gay Lituana, attiva dal 1994, ha detto: "I recenti sviluppi potrebbero avere come risultato un tragico passo indietro per la democrazia lituana. Abbiamo scritto al parlamento e abbiamo chiesto ai nostri alleati nel parlamento europeo di fare lo stesso. Speriamo che una denuncia europea congiunta aiuterà i politici lituani a capire quanto sia inaccettabile la legge proposta". Margarita Jankauskaite, ambasciatrice della campagna UE "Per la diversità, contro la discriminazione", ha fatto osservare che, indipendentemente dall'omosessualità, il 56% delle famiglie lituane si disgregano, e che un terzo dei bambini nascono in famiglie di genitori non sposati. La Lituania ha aderito all'Unione Europea nel 2004.

I deputati della città di Mosca hanno rieletto sindaco Yuri Luzhkov (nella foto), nonostante il suo scarso rispetto per i diritti umani. La votazione si è svolta mentre un piccolo gruppo di attivisti lgbt, subito dispersi dalla polizia, protestava di fronte alla sede locale dell'Unione Europea, chiedendo all'EU di opporsi alla rielezione. La polizia ha effettuato due arresti. Luzhkov, che aveva l'appoggio del presidente Putin, è stato riconfermato nella sua carica dalla "Duma" moscovita, che ha 35 seggi, con 32 voti contro 3. Ormai da 15 anni governa la capitale, e negli ultimi due anni ha vietato le celebrazioni del gay pride, definendo la marcia per i diritti lgbt "satanica". Alla televisione russa ha detto recentemente: "Alcune nazioni europee permettono i matrimoni monosessuali e introducono corsi sessuali nelle scuole. Cose del genere sono un mortale veleno morale per i bambini".
VENEZIA - Un agente della Polizia Postale di Venezia e' stato espulso dal servizio perche' aveva l'abitudine, durante il suo tempo libero, di girare per strada vestito da donna, con minigonna, magliettina sopra l'ombelico e orecchini. Il Tar del Veneto ha rigettato il ricorso dell'ex agente, accogliendo invece il decreto di espulsione del capo della Polizia, che ravvisava nel suo comportamento "l'assoluta mancanza del senso dell'onore e della morale". (Agr) 28 dic.
Da: "la Nuova Venezia" del 29 dicembre:
ROMA. Il caso del poliziotto licenziato per il suo abbigliamento femminile «disdicevole» arriva a Montecitorio. A portarlo all'attenzione del Parlamento è Vladimir Luxuria, che ha annunciato un'interrogazione sullla vicenda. Il deputato transgender di Rifondazione comunista, che il quotidiano «Libero» ha da poco elevato al rango di personaggio dell'anno, è il più indicato a portare la solidarietà all'agente della polizia postale che si è visto respingere anche dal Tar il ricorso per essere reintegrato nel suo posto di lavoro. Il caso è rimbalzato a Roma, dove Luxuria ha già chiesto maggiori informazioni per
stilare l'interrogazione.
Onorevole, cosa pensa di quello che è appena accaduto a Venezia?
«Questo comportamento è per prima cosa antisindacale e discriminatorio nei confronti del poliziotto e per questo presenterò una interrogazione».
Cosa propone per affrontare il tema dell'omosessualità nelle forze dell'ordine?
Intanto, il ministro dell'Interno mi pare sia sensibile sull'argomento quindi possiamo pensare ad un lavoro proficuo nel futuro. Io credo che le forze dell'ordine italiane debbano pensare all'assunzione di personale omosessuale o transessuale nei propri ranghi».
Esistono Paesi in cui questo già avviene?
«In Inghilterra ad esempio c'è una quota obbligatoria di assunzione di gay e lesbiche ed esiste anche la Police Gay Association che tutela i loro diritti. La motivazione è, tra l'altro, che questo personale può risultare estremamente utile nel caso di investigazioni in determinati ambienti».
Tornando al caso di Venezia, come giudica quanto accaduto?
«E' gravissimo che un lavoratore, in questo caso un poliziotto, sia discriminato per quello che fa nel suo tempo libero, quindi assolutamente al di fuori del suo lavoro. Si torna indietro nel tempo, con un atteggiamento fortemente discriminatorio».
L'onorevole di Rifondazione comunista, dunque, annuncia un suo prossimo viaggio in terra veneziana. Osserva, infatti, che episodi di questo genere si stanno ripetendo in questa zona, dopo il caso del locale pubblico di San Donà che organizza feste con la presenza di transessuali, discriminato e osteggiato da esponenti dell'estrema destra e adesso anche il licenziamento dell'agente della polizia postale che preferisce i tacchi a spillo e la gonna attillata agli anfibi ben lucidati e alla divisa d'ordinanza. Almeno nel tempo libero.
(Giovanni Cagnassi)
http://www.365gay.com/Newscon06/10/103106jerusalem.htm
Centinaia di integralisti religiosi ultraortodossi, ieri sera, sono scesi nelle strade di Gerusalemme, bloccandole e dando fuoco ai cassonetti della spazzatura, per protestare contro il prossimo svolgimento del Gay Pride, previsto per l'11 novembre. I più attivi sono stati gli esponenti della setta Haredi, condotti dai loro leaders che indossavano vestiti di sacco, segno biblico di lutto. I manifestanti portavano cartelli contro l'omosessualità e uno dei essi diceva: "Gerusalemme non sarà come Sodoma e Gomorra". La sommossa è scoppiata dopo che il capo della polizia di Gerusalemme ha dichiarato lo stato di emergenza in preparazione della marcia dell'11 novembre. Il gruppo religioso Haredi aveva chiesto l'autorizzazione per tenere una contromanifestazione lo stesso giorno del Pride, ma non l'ha ancora ottenuta. Gli scontri tra polizia e ultraortodossi, che tiravano ai poliziotti uova marce e pietre, sono durati oltre un'ora. Non ci sono stati feriti, ma parecchi manifestanti sono stati arrestati. Intanto quasi settanta membri del parlamento israeliano, fra cui il ministro per gli Affari di Gerusalemme Yaacov Edri, hanno firmato una petizione contro la marcia del Gay Pride, chiedendo che venga cancellata.

http://www.pinknews.co.uk/news/articles/2005-2857.html
In questo link si può vedere la vignetta pubblicata dal New York Post come reazione alla sentenza della Corte Suprema del New Jersey, che ha impegnato il parlamento ad approvare una legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso. La vignetta, che mostra un uomo con una pecora vestita da sposa davanti all'ufficio per richiedere le licenze matrimoniali, è stata definita "ripugnante" dalla GLAAD, l'Alleanza Gay e Lesbica contro la Diffamazione, una associazione nazionale che si occupa di difendere l'immagine delle persone lgbt nei media. E' la seconda volta in questo mese che il Post pubblica una vignetta ferocemente omofoba, e la GLAAD afferma: "E' inaccettabile per qualsiasi pubblicazione diffondere questo genere di bigotteria".

http://www.365gay.com/Newscon06/10/102706walmart.htm
I popolari supermercati americani Wal-Mart sono oggetto di boicottaggio da parte degli integralisti religiosi. Motivo: sostengono la campagna per i diritti lgbt. Che uno dei simboli della vita familiare del paese abbia avviato un progetto congiunto con la National Gay and Lesbian Chamber of Commerce, non è piaciuto affatto ai fondamentalisti. I quali, dopo aver cercato di ricattare la direzione Wal-Mart con varie minacce, sono passati all'azione. I primi a scendere in campo sono stati i membri della Trinity Family Church di Columbia, nel Tennessee, dove a novembre si svolgerà un referendum sulla proposta di introdurre nello stato un emendamento costituzionale che proibisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La chiesa, insieme all'organizzazione di destra American Family Association, ha spedito centinaia di mail invitando "i consumatori cristiani a spendere altrove i loro dollari, come segno di disapprovazione per le inclinazioni pro-omosessuali della Wal-Mart". La catena di supermercati ha reagito con un comunicato in cui conferma la sua linea, che è di "accogliere e servire tutti i consumatori con rispetto e senza discriminazione". L'American Family Association ha già organizzato recentemente un boicottaggio della Ford Motor Company, "colpevole" di aver finanziato la causa lgbt, raccogliendo 500.000 adesioni su Internet.

Da "L'Arena di Verona" dell'11 ottobre:
Il Coordinamento cattolico San Pietro martire del Veneto si schiera contro le iniziative pro-gay previste durante la settimana del convegno della Cei a Verona e in particolare in occasione della visita in città di papa Benedetto XVI, giovedì 19 ottobre. E chiede "al sindaco Paolo Zanotto, che si definisce cattolico, una pubblica condanna di questa sfilata, nonchè il divieto di svolgimento da parte del Comune stesso in quanto gravemente offensivo della sensibilità religiosa dei veronesi". Inoltre il coordinamento che raccoglie alcune associazioni di cattolici tradizionalisti chiede anche al Consiglio comunale di "ribadire" i contenuti anti omosessuali "della mozione approvata nel 1995" e al questore e al prefetto "di vietare la sfilata per motivi di ordine pubblico alla luce dei precedenti del "gay pride" di Verona del 1994".
Il coordinamento cattolico inoltre annuncia che "depositerà in Procura un esposto per vilipendio della religione cattolica in riferimento alle dichiarazioni e alle iniziative dell'associazione Layca contenute nel volantino del Circolo Pink in aperta violazione della libertà religiosa". Infine il coordinamento lancia un appello "al clero veronese, a tutte le forze politiche, alle associazioni, agli enti affinché facciano sentire pubblicamente la stessa voce indignata che alzano in privato e nei bar di fronte a questi vergognosi attacchi alla civiltà cristiana". (Arena, L' del 11/10/2006)
http://www.tetu.com/rubrique/infos/infos_detail.php?id_news=10342&date_info=
Il Partito Popolare - la destra conservatrice spagnola - ha presentato in Parlamento sette emendamenti alla legge sull'identità sessuale, allo scopo di impedire l'approvazione dell'articolo secondo il quale le/i transessuali non hanno l'obbligo di essere operati chirurgicamente per cambiare sesso e identità nel loro stato civile. Inoltre il Partito popolare vuole imporre ai/alle trans sposati il divieto di cambiamento di identità e di sesso sui registri civili. Gli emendamenti hanno poca possibilità di passare, ma senza dubbio disturberanno la rapida approvazione della legge, che è stata approvata dal consiglio dei ministri l'estate scorsa e che ora sta per essere votata dal parlamento.

Un arcivescovo anglicano canadese è stato formalmente rimproverato - e gli è stata anche revocata l'autorizzazione a celebrare matrimoni - perchè ha ammesso di aver preso parte a un matrimonio lesbico. L'arcivescovo Terence Finlay ha officiato la cerimonia durante l'estate, mentre la comunione anglicava stava discutendo il tema dell'omosessualità. Nel 1992, quando era vescovo dell'Ontario, Finlay aveva sospeso dagli ordini religiosi e radiato dalla sua parrocchia un prete, il reverendo Jim Ferry (nella foto), perchè aveva una relazione omosessuale. Evidentemente nel frattempo ha cambiato idea. Anche per questo motivo la sua azione ha provocato un vero e proprio shock nella comunione anglicana, le cui sezioni americana e canadese hanno appena dato un ultimatum a suoi ministri: smettere di benedire in chiesa le unioni tra persone dello stesso sesso, o essere espulsi. Trattandosi di un arcivescovo, a Finlay è stata data una possibilità in più: il sinodo canadese deciderà sul suo caso l'anno prossimo. Per ora Finlay ha dichiarato che la vita nella chiesa sta diventando molto diversa, e che ora ha raggiunto una nuova consapevolezza dell'omosessualità.
La chiesa presbiteriana della Nuova Zelanda ha votato ieri di escludere le lesbiche e gli omosessuali dal clero. La chiesa è la terza più grande denominazione religiosa del paese. Nel 2003 l'assemblea presbiteriana aveva consentito agli omosessuali e ai conviventi non sposati, eterosessuali e omosessuali, di diventare sacerdoti. La decisione era stata molto controversa: come risultato, molte chiese si erano dissociate, separandosi dalla denominazione. Due anni fa la chiesa aveva invece adottato la decisione opposta, vietando il sacerdozio agli omosessuali, e anche questa deliberazione aveva provocato molte proteste. Adesso l'assemblea presbiteriana, l'organismo che presiede alla politica e all'orientamento della chiesa, ha deciso di mantenere il divieto, con una votazione 230 contro 124. Il voto ha colto di sorpresa i fedeli gay, che si aspettavano un maggiore sostegno. Il reverendo Tankersley, moderatore della chiesa, ha confermato ufficialmente che le persone che hanno relazioni omosessuali, oppure relazioni eterosessuali di fatto, sono benvenute nella chiesa presbiteriana, ma non hanno il diritto di assumere posizioni di guida spirituale. Il divieto non si applicherà però ai sacerdoti ordinati prima del 2004. Una sacerdote lesbica della chiesa presbiteriana, Margaret Mayman, ha commentato che la chiesa ha perso la possibilità di esprimere a tutti nella comunità l'amore di Cristo. Parlando a Radio New Zealand, ha detto di credere che molti parrocche progressiste trasgrediranno il regolamento e sceglieranno i loro leaders "in base al loro impegno evangelico invece che in base al loro orientamento sessuale". Nelle settimane precedenti alla votazione, ai 500 membri dell'assemblea presbiteriana erano stati mandati anonimamente a casa autoadesivi omofobici. Uno diceva "i gay non sono benvenuti nella nostra chiesa, aiutateci a farlo sapere alla Nuova Zelanda", l'altro "i gay sono un cancro nella nostra chiesa, teniamolo fuori dalla leadership". Nessuno aveva rivendicato la loro produzione e diffusione, ma i rappresentanti della chiesa avevano detto che doveva essere qualcuno che aveva accesso ai nomi e agli indirizzi dei membri dell'assemblea. Come mittente era stato fatto il nome di Exclusive Brethen, una setta estremista nascosta legata anche alle campagne denigratorie contro i politici moderati e liberali in Nuova Zelanda e in Australia.
"Non luogo a procedere"

per mancanza di "chiarezza sull'incidente": si è conclusa cosi' l'inchiesta della Procura di Bethune, in Francia, sul tentato omicidio subito il 16 gennaio 2004 da Sébastien Nouchet, un omosessuale che i soliti ignoti tentarono di bruciare vivo, procurandogli terribili ustioni e riducendolo in coma. Nouchet, all'epoca 35enne, era già stato oggetto di violenze omofobe. Quel giorno i tre criminali lo avevano aggredito nel giardino di casa sua a Noeux-les-Mines, cospargendolo di benzina e dandogli fuoco. Il caso aveva fatto scalpore in Francia: l'uomo era diventato un simbolo per la lotta contro l'omofobia ed anche il presidente Jacques Chirac aveva espresso la sua "profonda indignazione" davanti a questo "crimine odioso". Erano scese in campo tutte le associazioni di difesa degli omosessuali per reclamare una legge per reprimere l'omofobia. Una legge contro ingiurie e discriminazioni omofobe, razziste e sessiste è stata adottata il 30 dicembre 2004. Ma proprio nel caso di Nouchet non è stata applicata, a causa della lentezza delle indagini e della loro inefficacia. "Non abbiamo alcuna certezza in un senso o nell'altro, non si sa cosa è successo sulla base delle circostanze probanti", ha concluso il procuratore della repubblica Louis Wallon. L'affare è chiuso, l'unico sospettato, Yannick Cornuel, è stato rimesso in libertà in assenza di prove. Cornuel era stato già condannato nel 2002 per aver aggredito Nouchet e il suo compagno Patrice Jondreville, che allora vivevano a Lens. Le reazioni della comunità lgbt francese sono piene di rabbia e di amarezza. "SOS Homophobie" osserva ironicamente che la sentenza risolve il problema di condannare i crimini di odio contro gli omosessuali, negandone l'esistenza. E denuncia che solo nel 2005 sono state segnalate in Francia 131 aggressioni fisiche contro le persone lgbt, invitando ad esprimere solidarietà a Nouchet presso il sito http://sos-homophobie.org/index.php?menu=2&menu_option=22

I ricercatori dell'Evanston Northwestern Healthcare Research Institute dell'Illinois si sono messi, come altri in precedenza, a caccia dell'origine genetica dell'omosessualità. La questione è ormai controversa da parecchi decenni, e anche una parte della nuova ricerca genetica sta cercando di dimostrare che la sessualità è determinata prima della nascita. A Evanston, gli scienziati tenteranno di farlo attraverso i fratelli omosessuali, ma per farlo ha bisogno di un campione molto ampio. Il Molecular Genetic Study of Sexual Orientation spera di trovare 1000 coppie di gemelli omosessuali disponibili a donare campioni di sangue per le analisi del DNA. Il programma di ricerca si basa su altri studi più limitati compiuti su gemelli gay, studi che per alcuni fanno pensare che ci possa essere un legame tra sessualità e geni. Qualche ricercatore ha anche cercato di dimostrare che l'omosessualità è ricorrente in alcune famiglie. Nel 2005 un ricercatore dell'University of Illinois a Chicago, Brian Mustanski, ha annunciato di aver identificato elementi del DNA che sembrano influenzare l'orientamento sessuale in tre diversi cromosomi nel nucleo delle cellule del maschio umano. Mustanski tuttavia precisò che non si tratta di un vero e proprio "gene gay", perchè l'orientamento sessuale "è un tratto complesso"; si potrebbe parlare soltanto di "geni multipli in interazione potenziale con le influenze ambientali". La comunità lgbt è divisa a proposito della ricerca genetica sulla sessualità. Alcuni pensano che un chiaro legame tra sessualità e genetica servirebbe a contrastare gli argomenti di molti conservatori, presentando l'omosessualità come qualcosa che non si può scegliere. Altri pensano invece che l'effetto di queste ricerche possa essere profondamente dannoso, perchè potrebbero dare il via a tentativi di sradicare l'omosessualità intervenendo nella fase prenatale. Lo scorso anno un parlamentare del Maine propose una legge, che poi non fu approvata, per rendere illegali le gravidanze basate su un progetto di orientamento sessuale del feto. Durante la discussione che ne segui', un senatore repubblicano, Brian Duprey, affermò che questa legge l'aveva fatto riflettere come antiabortista, anche se non era un sostenitore dei diritti gay: "Ho sentito dire da molte donne che se avessero scoperto di essere incinta di un bambino con un gene gay, avrebbero abortito; e penso che questo sia sbagliato".








